Le Fiabole

Fiabole, racconti parlanti

M… Moreno trova un amico

150 150 Silvia Ferrari

Un giorno Moreno stava camminando per strada e pensava a come gli sarebbe piaciuto trovare amici. Vide un bimbo che si avvicinava e gli chiese il suo nome. “Sono Mario” – rispose lui – e  iniziarono a camminare insieme. Si raccontarono tante cose, della scuola, del gioco, dei cibi preferiti, delle magliette con il numero dei  calciatori.

Passarono da una piazza dove c’era un signore con un microfono e  lo usarono per cantare e divertirsi insieme. Poi ripresero a camminare, trovarono per terra una moneta e decisero di esprimere un desiderio. Avrebbero voluto vincere una medaglia, fare un giro in macchina e stendere la pizza margherita cosparsa di menta e formaggio. Avrebbero voluto abbattere i muri tra le persone con il mattarello e rendere tutti amici.

I due bambini arrivarono in fondo alla strada, via dei Medici, videro una maschera e la indossarono: nessuno li avrebbe riconosciuti, neanche il maialino Meo, un simpatico animaletto conosciuto durante il cammino.

Arrivati a casa di Moreno trovarono una molletta magica per appendere i desideri su un filo, li  scrissero su un foglio e li stesero ad asciugare sperando di trovarli realizzati il mattino seguente.

Purtroppo non fu così per tutti, ma Moreno era felice perché il più grande suo desiderio era stato esaudito: aveva trovato un prezioso amico.

 

 

 

 

 

 

 

 

L … la libellula libera

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C’era una volta una piccola libellula che era rimasta intrappolata in una lattina chiusa con un lucchetto. Un giorno, un laccio che girava per il mondo trasportato dal Libeccio, si infilò nel lucchetto che … magicamente si aprì.

La libellula era felicissima ed era libera di volare qua e là per il mondo con il laccio: i due diventarono amici e come prima tappa si diressero verso la città di Lucca.  Mentre volavano per le vie della città, videro in un negozio un bellissimo libro con immagini bellissime. Presero allora una lente per poter vedere meglio. Tutto era grandissimo e meraviglioso, i mobili di legno del negozio, i gomitoli di lana sul libro, un limone giallo molto bello.

La libellula ad un certo punto sentì un profumino invitante e volò dietro al bancone del negozio per capire dio che cosa si trattasse: un lecca lecca a forma di luna molto profumato. Ne assaggiò un pochino e scoprì che era buonissimo. Per la libellula fu un giorno bellissimo, era felicissima ed era rimasta molto colpita dal limone e dal lecca lecca.

Da allora vola peri paesi dell’Italia in cerca di limoni gialli e lecca lecca profumati!

 

 

I … Isidoro, l’istrice innamorato

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Isidoro era un simpatico istrice da sempre innamorato di Ipazia, che viveva con lui e con tutti gli altri ricci del bosco.

Ogni mattino, le portava un fiore profumato, alcuni semi per colazione e foglie fresche su cui sdraiarsi a riposare.

Ipazia era molto felice e un giorno organizzò una sorpresa per il suo amato Isidoro. Al suo arrivo, l’istrice trovò molti animaletti ad attenderlo, ma Ipazia non c’era. – È successo qualcosa? – chiese preoccupato –  ma nessuno gli rispondeva. Isidoro non riusciva a capire cosa fosse questo mistero, alcuni amici erano scappati via  nel vederlo arrivare.

Ad un tratto, da lontano, vide Ipazia avvicinarsi pian piano, sorridente. Sorrise anche lui, la sua amata stava bene. Ipazia era bellissima, portava un velo bianco e teneva in mano un mazzolino di fiori. Aveva organizzato un matrimonio, per vivere sempre con Isidoro ed aveva coinvolto tutti gli amici del bosco, chiedendo loro di mantenere il matrimonio segreto per fare ad Isidoro una bella sorpresa!.

Così, tra i dolci suoni ed i colori stupendi del bosco, Isidoro ed Ipazia si sposarono e tutti gli animaletti del bosco, avevano preparato una cena per festeggiare gli sposi.

 

H … La signora H (Acca)

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Una domenica H decise di andare al mercato a comprare tre hamburger per i suoi due figli Chi e Che. Al primo, a Chi, piaceva l’hamburger con pomodori e mozzarella, invece a Che piaceva l’hamburger con il prosciutto e le acciughe.

La signora H aveva chiesto a tutte le bancarelle, ma gli hamburger erano finiti. E allora? Come avrebbe potuto fare? Cosa avrebbe potuto comprare?

Ad un tratto vide un’insegna luminosa con scritto “ Hot dog e salamelle” e si diresse verso il venditore a chiedere di spiegarle quale cibo fosse.

L’uomo mostrò alla signora H l’hot dog con la salamella, il profumo era molto invitante per cui disse: “ Me ne potrebbe preparare  tre per cortesia? Uno per Chi, uno per Che ed uno per me”.

Arrivata a casa, H chiamò i figli invitandoli a sedersi a tavola per la cena, iniziarono a mangiare e rimasero sorpresi, avevano scoperto un altro cibo gustoso oltre agli hamburger …

Quella sera la cena era stata proprio una delizia e  la signora H e i  suoi figli erano felici.

 

 

 

 

 

 

 

 

G … Il granchio Gedeone

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Un granchio di nome Gedeone viveva nel mare e amava mangiare tutti gli oggetti che vedeva.

Un giorno vide una ghianda, tre gelati e li mangiò, poi trovò un gioiello e lo ingerì. Poi fece la stessa cosa con una gonna e due guanti. Voleva mangiare anche due animali, la giraffa e il ghepardo, ma una gallina gli disse: “Vieni vicino, carino, vieni qui sulla spiaggia e mangia me. Ma non sai che non puoi manguiare tutto quel che trovi?”.  Gedeone  aprì la bocca per mangiare la gallina, ma lei gli mise una graffetta per chiuderla! Il granchio piangeva, si era fatto male alle gengive. Così la giraffa gli asciugò la ferita con una garza e gli spiegò che invece di mangiare tutto quel che vedeva, avrebbe dovuto scegliere ciò che era salutare per lui. Da quel giorno il granchio, la giraffa e la gallina, diventarono amici, si divertivano a pescare con il galleggiante … quando Gedeone vedeva girare una girandola, era ora di vedere che cosa aveva pescato…

 

F … La farfalla Federica

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In una giornata di sole, volava in un prato di fiori una farfalla colorata di nome Federica. Vide un fungo di nome Fabrizio e si fermò a parlare con lui.  “Ciao, mi chiamo Federica e tu?”  Il fungo non rispose perché non voleva parlare con gli estranei. Ma Federica iniziò a raccontare le sue avventure e tutto ciò che vedeva durante i suoi voli. Aveva imparato a leggere fumetti colorati, aveva visto persone usare forchette per mangiare, aveva visto camini fumanti, fiori con petali profumatissimi e di tutti i colori. Il fungo si rattristava perché sapeva che non avrebbe mai potuto volare per il mondo e scoprire tutte quelle cose meravigliose. Allora Federica gli propose di fare un viaggio con lei intorno all’Italia, sulle sue ali per visitare le città d’arte più belle che aveva sempre sognato. Il fungo era felice e iniziò a prepararsi per la partenza. Il mattino seguente, all’alba arrivò la farfalla a prenderlo, gli disse di aggrapparsi a lei e volarono via. Tornarono alcuni mesi dopo ed il fungo aveva visto molte città: Firenze, Fidenza, Fabriano, Fano e Ferrara.

Che felicità, la farfalla Federica aveva fatto un regalo grandissimo al fungo che si sentiva al settimo cielo e proclamò Federica regina di tutte le farfalle.

 

E … Elio l’elefante

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In Africa, viveva un elefante che si sentiva sempre molto triste perché non riusciva a correre veloce come altri animali.

Di giorno, stava con gli altri elefanti ma guardava altri animali che correvano veloci ed un giorno, disse alla sua mamma: – Vorrei anch’io correre così velocemente, ma sono troppo pesante, non riesco!

La mamma allora gli rispose che gli elefanti non erano fatti per correre come le gazzelle o le tigri, ma potevano passeggiare e fare altre cose importanti, aiutare gli altri animali in difficoltà.

Elio non era convinto di quella risposta, ma un giorno finalmente si presentò l’occasione per capire. Mentre stava passeggiando sulla riva di un fiume, sentì chiamare aiuto, qualcuno gridava dall’acqua. Si avvicinò e vide un ermellino in pericolo perché non riusciva ad uscire dal fiume. Elio allora allungò la sua proboscide e l’ermellino si aggrappò. Aveva salvato una vita! Che gioia, Elio si sentiva felice ed aveva capito che la sua qualità non era di saper correre velocemente, ma di avere un grande cuore per aiutare gli altri!

 

D … Il dinosauro Dino

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C’era una volta un simpatico dinosauro che si chiamava Dino e si era ferito ad un dito giocando con un dado. Era preoccupato perché non sapeva come curare quel taglietto. Poi per fortuna, dopo aver pensato a lungo, prese il doccino e lavò la ferita con acqua, poi sopra il dito si mise un ditale per evitare di farsi di nuovo male.

Dino era più tranquillo, così si sdraiò sul letto, prese un depliant da guardare ed il dizionario per imparare parole nuove, una scatola di datteri per mangiare tranquillo e poi si addormentò. Fece un bel sogno: era in una miniera dove c’erano diamanti ed aveva conosciuto molti amici. Al risveglio era felice, il suo desiderio era trovare nuovi amici per giocare, così prese il dentifricio, si lavò i denti ed uscì di casa per andare alla scoperta di nuovi posti e nuovi amici!

 

C … Il cuoco Marco Cuore

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C’era una volta un cuoco molto famoso di nome Marco Cuore che lavorava nel ristorante “ Acquolina”.

Cucinava antipasti, primi piatti e pizza a forma di cuore, tante cose erano a forma di cuore, i piatti, i tovaglioli e persino i cuscini sulle sedie.

Marco aveva un grande acquario con molti pesci d’acqua salata: polipi, branzini, orate, sardine, cernie. Poi ne aveva acquistato un altro con pesci d’acqua dolce: trote, salmoni e trote salmonate.

Una sera decise di cucinare il salmone, ma quando lo prese dall’acquario gli scivolò dalle mani e nuotò per tutto il ristorante, anche se sul pavimento l’acqua non c’era.  Era tutto a soqquadro e Marco non riusciva più a trovare il salmone.

Spaventato, il povero salmone uscì dal ristorante e si ritrovò nell’acquaio di una casa con una bimba di nome Quartilla, che chiamò la mamma. Subito capì che il salmone era scappato dal ristorante di Marco Cuore, allora lo avvolse in un telo bagnato d’acqua e lo riportò al cuoco.

Marco quando vide arrivare quelle due persone con il salmone, urlò dalla gioia e propose a Quartilla ed alla sua mamma di accomodarsi a gustare una cena.

Marco prese il taccuino, segnò i piatti che avrebbe dovuto cucinare, mentre la bimba e la mamma avevano l’acquolina!

Primo piatto pasta, prosciutto e piselli e per secondo naturalmente il salmone! Come dolce, preparò una torta a forma di cuore.

La cena era squisita, la serata si concluse dopo quattro ore ed il mattino seguente, Quartilla raccontò a scuola la sua fantastica serata!

Il cuoco Marco Cuore era proprio felice perché da quella sera, il suo ristorante era sempre colmo di clienti che gli facevano tanti complimenti!

 

 

 

 

A … L’aereo di Alberto

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Alberto è un bambino molto simpatico e ama giocare con il suo aereo. L’ha ricevuto come  regalo per il suo compleanno ed è diventato il suo gioco preferito. Alla festa, c’erano tutti gli amici di scuola e della squadra di calcio: sei anni sono un traguardo da festeggiare. I suoi amici vorrebbero giocare con Alberto, magari a nascondino, videogiochi o altro. Ma lui inventa sempre il gioco dei piloti, così può usare il suo aereo e farlo volare in alto, nel cielo, tra le nuvole e vicino al sole.

L’aereo di Alberto si chiama Ariello, è bianco e azzurro, con due righe arancioni. Le ali hanno il simbolo del sole e le ruote sotto il carrellino sono nere. In effetti è molto bello ed Alberto è felice di avere questo gioco, tanto che se lo porta ovunque.

Un giorno lo ha portato a scuola e la maestra durante l’intervallo, ha organizzato per  Alberto e i suoi amici un gioco speciale: “ Via del cielo 23”. Si tratta di una gara, con delle tappe in cui l’aereo di Alberto passa da un bimbo all’altro, fino ad arrivare alla fine del viaggio, cioè in via del cielo 23.

È stato molto divertente ed ogni volta che  gli amici di Alberto vedono un aereo volare e lasciare la scia, pensano a lui ed al suo mitico aereo che ha fatto diventare amici proprio tutti!