Il coraggio di Alesta

Il coraggio di Alesta

150 150 Silvia Ferrari

 

Una piccola stella alpina viveva su una roccia ai piedi di una grande montagna con la sua famiglia: mamma Pina, papà Alpes e la sorellina Alina. La stellina si chiamava Alesta e si era sempre distinta per la sua vivacità e voglia di vivere.  Da alcuni giorni però, mamma Pina aveva notato un velo di tristezza negli occhi di Alesta e chiese alla piccola: “Cosa succede tesoro mio? Vedo il tuo dolore, vuoi spiegarmi come mai non sei più felice? I tuoi amici scoiattoli chiedono di giocare con te ma tu li allontani con mille scuse”.  La mamma conosceva bene Alesta e sapeva che qualcosa la turbava. Tuttavia la piccola stella alpina non voleva preoccupare i suoi familiari faceva finta che andasse tutto bene e continuava a prepararsi con la sorellina per il Capodanno.

Quella notte come ogni anno, in occasione del 31 Dicembre, la montagna si sarebbe illuminata con luci colorate e dolci canti avrebbero salutato il nuovo anno. A mezzanotte tutte le stelle alpine avrebbero dovuto esprimere un desiderio da lasciare agli uomini come augurio per l’anno nuovo. Solitamente erano desideri che riguardavano la salute, la pace, l’amicizia, l’amore, la fortuna. Alesta però non riusciva a pensare a nulla di buono ed era molto turbata. Papà Alpes allora le disse:” Non potrai esprimere un desiderio per proteggere gli uomini se stai male! Dimmi  cosa c’è che non va, altrimenti l’intera umanità ne soffrirà. La natura mantiene l’equilibrio tra l’oscurità e il bene, dobbiamo svolgere il nostro compito che ci fu affidato da Dio nella prima notte della creazione del mondo”.

Finalmente la piccola Alesta raccontò che uno scoiattolo prepotente la obbligava ad inviare con il potere dei suoi petali magici pensieri negativi agli uomini, per dar loro capacità di distruggere la natura, di non rispettarsi, di non essere in pace tra di loro, di essere invidiosi ed egoisti. Se non avesse fatto quel che chiedeva, lui avrebbe calpestato tutte le stelle alpine.  Lo scoiattolo si sarebbe presentato anche la notte dell’ultimo giorno dell’anno, per costringere la stella alpina a compiere una magia per rendere il cuore degli uomini duro come la roccia. Ma grazie all’aiuto della sua famiglia e delle altre stelle alpine, Alesta a mezzanotte fece uscire dai suoi petali i più bei sentimenti e i più alti valori, tutti da regalare agli uomini: amore, pace, fratellanza, aiuto, generosità, condivisione, giustizia, onestà, amicizia, bontà, umiltà e coraggio. Al termine dei festeggiamenti, la stella alpina brillava ed emanava una luce speciale, tutti gli altri fiori sulla roccia l’avevano ringraziata per aver salvato sia loro che l’umanità. “Ci voleva molto coraggio per sconfiggere l’oscurità e tu piccola mia, ci sei riuscita” – disse la mamma con grande orgoglio. Lo scoiattolo si pentì per essere stato tanto crudele e capì che ognuno ha il proprio ruolo nella vita.

Da quella notte, ogni 31 Dicembre la roccia su cui vivono Alesta e la sua famiglia, prende tutti i colori dell’arcobaleno e la montagna è felice perché sa che gli uomini, tra fatiche e pensieri, rinnoveranno sempre i loro buoni sentimenti.

6 commenti
  • Come sempre Silvia con le sue storie trasmette pensieri di amore…grazie maestra Silvia…profonda nella semplicità di una favola

  • Bellissimo racconto
    Ti lascia con il sorriso!
    Dovremmo essere tutti un po’ come Alesta: impegnati e trasmettere positività e bontà d’animo ovunque ci troviamo.
    Grazie!

  • Grazie Silvia, le tue parole mi emozionano sempre. Sei una bellissima persona.

  • Splendida storia. Un abbraccio di buona fine e sereno principio da parte Ns e di Ago❤

  • Bellissima questa storia….grazie mille Silvia.
    La leggerò alle mie bambine: un’occasione per condividere insieme momenti speciali.
    Tanti auguri per tutto!
    Rosalinda

  • Bellissima favola . Come sempre riesci a raccontare e insegnare in modo semplice i grandi valori della vita, Questo tuo modo di scrivere e inventare storie e personaggi rende queste favole magiche ,belle da leggere non solo per i nostri figli ma anche per noi.

Lascia una risposta