Articolo di :

Silvia Ferrari

Cara scuola, ti saluto

150 150 Silvia Ferrari

Cara scuola, oggi ci salutiamo

ma un bel ricordo di te conserviamo,

abbiamo trascorso giorni felici

in aule accoglienti coi nostri amici.


Tra banchi colorati e lunghi intervalli

ci siamo concessi allegri balli,

menti aperte e computer accesi

con Prof ed alunni per molti mesi.


Al suono squillante della campanella

tutti in palestra, la vita è più bella!

Se poi una pausa richiede un caffè

rivolgiti all’ ENO ed è tutto per te.


Al bar puoi trovare gustosi cornetti

fuori un bel gatto e dei coniglietti,

vicino al parcheggio c’era l’entrata

della nostra scuola … di quella che è stata.


Grazie “Einaudi” per quel che ci hai dato

tanti saluti, il momento è arrivato,

la nuova scuola avrà il suo calore

ma tu sarai sempre nel nostro cuore!


Grazie ragazzi e ragazze, Prof, educatori del laboratorio “Storie con-torte” per le parole scelte che sono servite a scrivere questa poesia: parcheggio, Prof, alunni, palestra, bar, computer, balli, campanella, gatto, coniglietti, banchi colorati, aule, intervalli, cuore.

Oggi è Carnevale?

150 150 Silvia Ferrari

Il divertimento del Carnevale

é che ogni  scherzo da  sempre vale,

oggi purtroppo il valore è cambiato 

dando alla festa un senso sbagliato. 

Il Carnevale ama il travestimento 

con abiti buffi e  viso contento,

le stelle filanti in aria  lanciate

allietan le ore più spensierate. 

“Da chi ti travesti?” si chiede curiosi

e appaiono fate o costumi paurosi,

perché il Carnevale diverte i bambini 

ma anche gli adulti a loro vicini. 

Oggi parlare di scherzo a qualcuno

viene frainteso e non ride nessuno,

i bulli si aggirano in ogni stanza 

con prepotenza ed arroganza. 

Ma il Carnevale è una festa vivace

e si sorride per quel che ci piace, 

prendono forma scherzi innocenti

che rendono vive e forti le menti. 

Allora  sia puro divertimento 

ogni  cuore sia sempre contento,

così il Carnevale potrà regalare 

tanti momenti per ricominciare. 

Stelle filanti, scherzi divertenti

tornino a dare colore alle menti,

così finalmente nella società 

ritorni a brillare la felicità. 

Dalla parte della scuola

150 150 Silvia Ferrari

In attesa di iniziare  un nuovo anno scolastico, mi soffermo a capire quale sia lo scopo di alcuni docenti che, seppur in toni scherzosi, veicolano contenuti poco rispettosi. Il rischio è che chi legge, interpreti in modo negativo sia l’interesse, sia l’entusiasmo dei docenti rispetto al rientro  in aula. 

La scuola per noi insegnanti, è prima di tutto non solo fisico, ma anche mentale, che attraversa percorsi, situazioni e sentimenti. Spesso l’insegnamento è frutto di una consapevolezza maturata nel tempo e mutevole in base ai cambiamenti della società. 

Considerando quest’ultima come liquida e incerta ( Bauman, Morin) trovo stucchevole continuare a polemizzare al puro scopo di lamentarsi e leggere battute sulla scuola. Quelle le lascerei ai comici, che conoscono in parte le sottili sfumature e si inseriscono nella vita scolastica in modo teatrale e goliardico, per quanto vere possano essere in alcuni casi. 

Le scienze dell’educazione, ci parlano di esempi concreti e positivi, di come si possa imparare divertendosi, innovando e motivando. 

Leggere o ascoltare  frasi e battute sulla scuola, tra  i sorrisi  di molti, contribuisce a considerarla un  “luogo di poco conto” quando invece rappresenta infinite possibilità, racchiude professionalità, competenze e agisce sulla persona. Cosa vogliamo costruire quindi nel nostro percorso professionale, educativo e didattico? Quale messaggio vogliamo lasciare parlando di scuola?

Sorridere, divertirsi, ridere impegnarsi per imparare si può, è bello n dovere di tutti i soggetti coinvolti, se poi prendono forma lezioni innovative e si coinvolgono alunne e alunni in modo attivo e dinamico ancora meglio. ( Dewey) 

Allora diamo il via alla bella scuola, con parole e azioni concrete che possano davvero fare la differenza. Dimostrare che noi docenti crediamo nella scuola, è il primo passo per aprire nuovi orizzonti oltre libri e prestazioni.

Il resto verrà cammin facendo.  

“Che bello, si torna a scuola, ci saranno lezioni interessanti, vedrete!” 

“Finalmente un nuovo anno scolastico, idee per renderlo ancora più interessante?”

“Faccio il lavoro più bello del mondo, la Prof “

La casa colorata

150 150 Silvia Ferrari

C’è una casa colorata 

dai bambini molto amata,

dagli adulti è ritenuta

la più bella mai avuta. 

C’è una casa colorata 

che sorride spensierata

ed accoglie gentilmente 

i commenti della gente. 

C’è una casa colorata

che rallegra la  giornata

a chi passa e va al lavoro,

a chi studia o cerca oro. 

C’è una casa colorata

fantasiosa e delicata,

si distingue nel quartiere

tra le altre bianche o nere. 

C’è una casa colorata

bella idea chi l’ha pensata, 

è un po’ come questa vita:

va  vissuta saporita! 

Lodi, bella città

150 150 Silvia Ferrari

Vita tranquilla in questa città

mi guardo intorno di qua e di là,

ci sono case, strade e parchetti

tanti elementi dall’uomo protetti.

Ci sono suoni di auto al mattino,

del lungo treno che passa vicino,

ci sono bar e negozi invitanti

per rendere lieti tutti quanti.

Ci sono luoghi nella natura

e altri invece di grande cultura,

luoghi di svago o di ritrovo

qualcosa di antico oppure di nuovo.

La bella città tra molte risplende

la storia antica su tutto si stende,

si impara ad amarla sempre di più

trovi ogni giorno ciò che vuoi tu.

Ci son colori per abbracciare

luoghi di cura o in cui pregare,

questa città ha proprio ogni cosa

Lodi è davvero meravigliosa!

L’acqua di San Giovanni

150 150 Silvia Ferrari

Nella  notte del 23 giugno, la più magica del solstizio d’estate, si prepara l’acqua di San Giovanni. In passato era considerata un rito propiziatorio unito a preghiere per evitare eventi negativi e fenomeni naturali come siccità e tempeste. 

Si preparava raccogliendo erbe spontanee e fiori di campo, che venivano poi messi  in una bacinella d’acqua e lasciati a macerare all’aperto per tutta la notte.

L’acqua profumata, aveva il potere di raccogliere la “rugiada degli Dei” e il mattino seguente la si usava per  lavare viso e mani, come simbolo di rigenerazione, fortuna, amore, salute. 

Anche oggi questa usanza continua e  mantiene lo stesso significato di rinascita e rinnovamento, in Italia e in altri paesi.  

L’estate ritorna

150 150 Silvia Ferrari

L’estate ritorna col caldo sole

e fresche serate per chi ne vuole,

la luce brilla e illumina il giorno 

come ogni anno si guarda intorno. 

L’estate ritorna e lascia   le scuole

chiuse, in silenzio e senza parole,

i giorni si riempiono di attività 

tra campi estivi in piscine e in città.

L’estate può essere più spensierata

inizia presto ogni giornata,

è tempo di festa e di vacanza 

di giorni più lunghi  in abbondanza.

L’estate regala colori brillanti

che rendono unici  tutti quanti,

accoglie viaggi e gite più brevi

fai ciò che vuoi, non ciò che devi. 

L’estate è fugace perciò va vissuta 

che ci sia nota o sconosciuta,

con il suo scorrere porta alla vita

a volte tristezza o gioia infinita. 

L’estate rimane tre  mesi soltanto

e ci accompagna con il suo canto,

poi nel momento del nuovo  passaggio

lascerà a tutti un grande messaggio…



L’albero rosso

150 150 Silvia Ferrari

C’è un albero rosso che brilla d’estate 

accoglie animali, persone e fate

per tutti c’è molto divertimento

chi passa vicino è sempre contento.

Ti senti a casa, è un posto sicuro

cambia colore da chiaro a scuro,

nessuno sull’albero vuol comandare

ma accogliere, ridere e anche giocare.

Si arriva lì in barca o in bicicletta

c’è tanto stupore e niente fretta,

sul ramo più alto c’è  la cucina

per preparare una buona piadina.

Se passa persona un poco monella

è pronta una crepe con la nutella,

se invece gradisce frutta o verdura

c’è tenera insalata e uva matura.

Profonda amicizia s’ intreccia tra i rami

tra frutti diversi vicini e lontani,

tutti ne parlano, l’albero è sociale

eno, turistico e poi commerciale.

Se chiudi gli occhi lo vedi adesso: 

grande cuore, eterno successo

L’albero rosso per sempre sarà

un segno di unione e di felicità.

Le parole evidenziate sono state pensate da ragazzi e ragazze al termine di un laboratorio di lettura presso la scuola secondaria Einaudi, Lodi.

Grazie per la preziosa collaborazione!

La leggenda di Mimosa

150 150 Silvia Ferrari

Un giorno una ragazza vide in un bosco un albero spoglio e senza fiori,  mentre intorno la natura stava iniziando a rifiorire. Attese l’inizio della primavera ma l’albero non fioriva. Passò l’estate, arrivarono l’autunno e l’inverno, poi di nuovo la primavera, ma l’albero rimaneva sempre spoglio e lei diventava triste ogni giorno di più. 

Allora gli chiese: “ Perché non fiorisci? Che cosa stai aspettando?“ Ma l’albero non rispose  e lei se ne andò. 

Alcuni giorni  dopo tornò con un sacco di sassolini bianchi che aveva raccolto nel tempo, per decorare quella parte di bosco rimasta spoglia. 

Gettò  i sassolini vicino ai piedi dell’albero, sperando forse che la natura avrebbe capito e aiutato quei rami secchi  a fiorire. 

Durante la notte, accadde che i sassolini, illuminati dalla luna, si colorarono di giallo.

Il mattino seguente,  la ragazza tornò nel bosco e vide al posto dei sassi, tanti fiorellini gialli. 

Il vento, con una  magia, li fece volare sopra i rami di quell’albero spoglio.

Che meraviglia!!!

Un albero di palline gialle, a cui la ragazza diede il suo nome: Mimosa. 

Da allora  divenne il simbolo della forza e della bellezza della donna, elegante e raffinata, decisa e generosa. Lei non si era arresa, aveva atteso con speranza che qualcosa cambiasse intorno e poi, con grande sorpresa,  la natura continuò a regalare il bello da guardare e da condividere con tutte le ragazze, le bambine e le donne del mondo. 

L’albero che legge

150 150 Silvia Ferrari

C’è un grande albero blu come il mare

con rami lunghi in cui puoi cercare

la stella più intensa e più luminosa

per ogni bimbo o bambina curiosa.

L’albero ogni sera è più luminoso

indossa di luci un mantello prezioso,

è il momento più bello della giornata

 stiamo vicini fino a notte inoltrata.

Leggiamo un libro della buonanotte

tra fate, folletti e pentole rotte,

la luce dell’albero ci scalda il cuore

e ci addormentiamo col suo tepore.

Poi al risveglio il libro posiamo

nella casetta che già conosciamo,

quella dei libri e della fantasia

che rende a tutti lieta la via.

Un altro giorno inizia di nuovo

vicino all’albero io mi ritrovo,

il suo bagliore farà compagnia

a chi leggerà questa lieta poesia.