Silviastrocche - Silvia Ferrari

Autrice / Educatrice

La giornata delle possibilità

150 150 Silvia Ferrari

C’è una giornata speciale e curiosa

che si rivela molto preziosa,

capita solo ogni quattro anni

febbraio allunga senza inganni.


L’anno è chiamato bisestile

e il 29 è carino e gentile,

porta stupore ed emozioni

mantiene salde le stagioni.


A scuola un festa si farà:

è la giornata delle possibilità,

per poter dire, pensare e fare

ciò che di solito non si può osare.


Possibilità di un complimento

e rendere un amico contento,

dipingere e scrivere le sensazioni,

fare un ballo o cantare canzoni.


Possibilità di un gioco inclusivo

o un laboratorio vivace ed attivo.

Che bella idea questa giornata

bimbi e bambine l’hanno inventata.


Questa giornata unica e bella

ci faccia brillare come una stella.

Insomma, forza, le possibilità

diano valore  alla creatività!

La giornata di sempre

150 150 Silvia Ferrari

Oggi è la giornata di niente

e devo dirlo a tutta la gente,

niente feste né celebrazioni

niente più post, niente canzoni.

Ma allora è la giornata di sempre

da gennaio fino a dicembre,

in cui si vive serenamente

donando bellezza indistintamente.

Bello se c’è una ricorrenza

anch’io condivido ogni parvenza

ma poi ogni giorno va ricordato

e sempre vissuto tutto d’un fiato.

Sempre la pace dobbiam dimostrare

perché la guerra non può continuare,

sempre parliamo di gentilezza

con gesti dolci e naturalezza.

Sempre è giornata dell’inclusione

e sempre si prova grande emozione,

sempre si parla di amore e rispetto,

di umani diritti, uguaglianza e difetto.

Ogni giornata è un’occasione

per render felici tante persone

quindi, lo dico con prudenza

oggi non c’è una ricorrenza.

Per alcuni sarà il compleanno

o una festa che in pochi sanno,

poi ci sarà qualche trovata

dei media attenti a chi l’ha inventata.

Penso che la giornata di sempre

sia unica e saggia proprio sempre,

che doni valore e gioia infinita

ad ogni momento di questa vita!

Un nuovo amico a quattro colori

150 150 Silvia Ferrari

Alcuni giorni fa, per le vie di Montanaso, diverse persone hanno notato qualcosa di strano. Tra i cespugli sembrava ci fosse qualcosa, ma nel momento in cui si avvicinavano per scoprire cosa fosse, non c’era nessuno, nessuna traccia. Questo mistero tra il verde, aveva suscitato la curiosità di molti, ma ogni volta che ci si avvicinava al presunto essere, svaniva tutto nel nulla. Ma stavano accadendo fatti insoliti e strani che coinvolgevano soprattutto i bambini.

Un pomeriggio, un gruppetto di amiche e amici dopo la scuola si erano dati appuntamento per fare un giro in bicicletta in paese.  Taso e Manno che erano i primi del gruppo, videro una scia di colore spostarsi da una via all’altra e decisero di seguire la luce. Arrivarono davanti alla biblioteca e si accorsero di aver perso le tracce di quell’essere misterioso.

Il mattino seguente a scuola, il solito bullo Monso, si presentò davanti a Tano e iniziò a prenderlo in giro e spingerlo. All’improvviso però, la sua voce cambiò, diventò come quei suoni che si ascoltano a rallentatore. Monso allora chiuse la bocca e tornò nella sua classe, senza capire cosa fosse successo ma soprattutto senza continuare a prendere in giro Tano.

In quel momento, Tano vide la stessa scia colorata, di un blu intenso, verde brillante, giallo luminoso come il sole. Cercò di raggiungerla ma in un attimo sparì.

Un altro giorno, la piccola Monna stava giocando con Sonata al parco con i pastelli e gli acquerelli che le aveva regalato la nonna per il suo compleanno. Monso e i suoi amici fecero finta di inciampare e rovinarono tutti i disegni che avevano realizzato le bimbe. Ma da un albero caddero delle noci con una strana luce gialla e blu, che finirono proprio sulla testa dei due bambini dispettosi. Scapparono via di corsa e Monna chiamò suo fratello Taso, che era stato il primo a vedere la scia di colori. I bimbi e le bimbe di Montanaso che avevano assistito a questi strani eventi, si radunarono al parchetto e iniziarono a pensare che forse, qualcosa o qualcuno li stava aiutando. Stava senza dubbio accadendo qualcosa di strano …

Ecco infatti che mentre i bambini e le bambine stavano parlando, apparve da lontano una sagoma blu, gialla, verde e bianca, con qualcosa di rosso. Chi era cosa era?

Tutti indietreggiarono impauriti, ma Tano disse: “Tranquilli, è una volpe, secondo me è buona, guardate che coda grande e che occhi gialli luminosi!”

Monna pensò subito che la volpe avrebbe potuto diventare loro amica e propose di accoglierla.

 Così, con coraggio, il gruppo di amici osservava la volpe che si muoveva pian piano vicino a loro, con passo deciso ma lento, con occhi attenti e vispi.  Il suo musetto era giallo, con due occhi luminosi, aveva una coda verde molto voluminosa e zampe bianche. Il corpo era tutto blu e al collo portava un nastrino rosso.

Monna chiese: “Ciao, puoi parlare?” ma l’animale non rispose. Sonata notò una medaglietta con inciso il nome: Tansomano. “Si chiama Tansomano, che bel nome, ma ciao volpino, da dove arrivi? Cosa ci fai qui tutto solo?” All’improvviso, Tansomano scomparve nella sua scia di colori.

I bambini e le bambine decisero per il momento di non raccontarea nessuno dell’esistenza di quell’animale.

I giorni che seguirono, furono molto divertenti e caratterizzati sempre dalla presenza di Tansomano che si faceva vedere solo da Taso, Manno, Sonata, Monna, Tano. Giocavano al parco, nei loro giardini, persino nelle loro camerette. Monso, il bullo della scuola era rimasto escluso da tutto questo segreto e non capiva come mai quei pezzi di gente” come li chiamava lui, fossero così spensierati e felici. Nessuno lo temeva più e lui, non riusciva più a pensare a dispetti o parole crudeli da dire.

A poco a poco chi si era sentito solo, indifeso, debole o fuori posto, iniziò a prendere fiducia, coraggio.

Sonata che amava disegnare, provò a ritrarre Tansomano e il suo fantastico disegno divenne un logo che riportava uno slogan: “Tansomano, non si vede ma ti dà una mano.”

Le apparizioni dell’animale a quattro colori, diventarono sempre meno frequenti e più scompariva la sua luce, più si rafforzavano l’amicizia e la sicurezza, la fiducia, l’autostima, il coraggio, la tenacia, l’impegno. Presto anche Monso capì che il suo ruolo avrebbe potuto cambiare in meglio e trovò amici veri.

Oggi se corriamo nel parco di Montanaso o arriviamo in bicicletta fino alla biblioteca, possiamo vedere Tansomano e la sua scia di colori, basta usare la fantasia e immaginar di vedere la volpe camminare al fianco di ognuno di noi.

Ciao Tansomano!

Un libro è

150 150 Silvia Ferrari

Un libro è un amico  speciale 

sempre diverso, per niente uguale,

parole e frasi si danno la mano

per raccontare e volare lontano. 


Un libro è uno scrigno fatato

da aprire in casa oppure nel prato, 

qualsiasi storia prende colore 

ognuna con il suo giusto sapore. 


Un libro è un suggerimento 

per stare bene ogni momento,

è un toccasana, una  medicina

per ogni adulto, bimbo o bambina. 


Un libro è come cibo  e bevanda

nutre la mente che tutto comanda,

nutre emozioni e dolci pensieri

tra le esperienze di oggi e di ieri. 


Un libro è uno sguardo al futuro

per un bel mondo leale e sicuro,

per coltivar tradizioni e valori

e rendere uniti sempre più cuori. 


Avrai capito che un libro è importante

raro, prezioso più di un diamante,

con lui risplende la conoscenza 

e non possiamo restare senza!

Poesia di aprile

150 150 Silvia Ferrari


Aprile si affaccia alla primavera

porta più luce mattino e sera,

prepara il nido alle rondinelle

e conta in cielo molte più stelle.



Aprile sveglia la bella natura

ispira scrittori in letteratura,

dona a pittori sfondi graziosi

per realizzare quadri preziosi.



Aprile rivela tante emozioni

che poi cantiamo nelle canzoni,

rigenera tutte e tutti quanti

affronta il giorno guardando avanti.


Aprile affascina e dona bellezza

con tanta cura e delicatezza,

sorridi e anche lui ti sorriderà

così la tua vita più lieta sarà.


Il paese della felicità

150 150 Silvia Ferrari

C’era una volta, in una giornata piovosa , in un paesino di montagna una bambina di nome Felicità. La pioggia rendeva sempre tutti tristi, ma a  Felicità piaceva far divertire le persone. Quel giorno incontrò i suoi amici e li invitò a saltare con lei in una pozzanghera gigante.

Una bimba di nome Porcellana disse: “Non voglio saltare con voi, sono troppo elegante!” –  ma tutti gli altri non ci pensarono troppo, iniziarono a saltare nell’acqua e a divertirsi.  

Ad un tratto Felicità si trovò in un vortice insieme ai suoi amici: era un portale magico, una sorta di torrente che li stava trascinando a gran velocità. Alla fine si trovarono in un luogo meraviglioso e videro il cartello con scritto “Valle della felicità”.

Qui c’erano tanti fiori e animali bellissimi e felici che  giocavano sotto la pioggia, gareggiavano saltando nelle pozzanghere, si lanciavano gavettoni, si sfidavano alla gara delle barchette, facevano esperimenti con l’acqua, la rendevano colorata usando gli elementi naturali.
Felicità e i suoi amici vennero accolti da un gruppo di animali chiamati Bubbuciaccia che li fecero subito sentire a loro agio coinvolgendoli in questi giochi. Dopo la pioggia, videro in cielo un arcobaleno, capirono allora l’importanza di essere felici sempre, dai piccoli gesti agli avvenimenti speciali e intensi.

A fine giornata, attraverso il portale magico, tornarono nel loro paese e raccontarono l’ esperienza vissuta agli abitanti tristi. Anche loro capirono poco alla volta che con la pioggia o senza ci si può sempre divertire ed essere felici, che ogni momento può cambiare in meglio, può regalare sorrisi inaspettati e unici.
Da quel giorno la tristezza fu sostituita spesso dalla felicità e tutti gli abitanti furono un esempio per altri paesi e città.


20 Marzo — Giornata della felicità

Racconto pensato ed elaborato dai miei mitici alunni di classe quarta e presentato ai bimbi e bimbe di classe seconda.

Il nome degli animali può essere riscritto, reinventato, ripensato in base alla fantasia dei piccoli lettori.

Buona felicità

La primavera è

150 150 Silvia Ferrari

La primavera è un caldo colore

scalda e illumina mente e cuore,

rende felici bimbe e bambini 

dona agli adulti momenti carini. 


La primavera sorride alla vita

gioca con grinta  ogni partita,

non si arrende, è sempre tenace

nel realizzare ciò che le piace. 



La primavera è un dolce canto

tutto risveglia come d’incanto,

fiori, animali e forse chissà 

qualche persona migliorerà. 



La primavera è un inno alla gioia

trasforma in bellezza anche la noia,

è la stagione dell’eccellenza

e non potremmo restare senza. 


La primavera svela un mistero 

a chi la attende dietro ad un velo,

regala emozioni e felicità 

così la vita più bella sarà! 

Parlar di donna

150 150 Silvia Ferrari

  

Parlare di donna a bimbe e bambini

apre la mente a pensieri carini,

ma  loro già sanno dare  valore 

a tutte le donne che hanno nel cuore. 


La prima è la mamma che dona vita, 

educa e  ama con gioia infinita, 

la più importante, la più amata,

sorride ed illumina ogni giornata. 


Poi c’è la nonna e con dolci sapori

sa trasformare i cattivi umori, 

regala coccole, doni e bacetti

è una gran donna a tutti gli effetti. 


Se poi hai anche una sorella

la vita allora sarà più bella,

se invece trovi un’ amica sincera

tienila stretta fino alla sera. 


Molte altre donne potrai incontrare

e le saprai sempre apprezzare,

perché con rispetto e gentilezza

la donna regala sempre bellezza. 


In ogni momento parlare di donna

è come pensare ad  una colonna:

il mondo regge con grazia e giustizia 

e rende tutto una vera delizia. 

Usa la gentilezza

150 150 Silvia Ferrari

In famiglia, al lavoro e in ogni occasione

usa la gentilezza con le persone,

se a volte non riesci, non ti preoccupare

è un arte che puoi presto imparare.

Basta sorridere e vivere i momenti

così saremo tutti più contenti,

la gentilezza ci rende migliori

riempie di orgoglio i nostri cuori.

Il freddo gennaio

150 150 Silvia Ferrari

Un nuovo anno è già arrivato

e tanto freddo a tutti ha portato,

perché l’inverno gennaio accoglie

con alberi spogli senza più foglie.

Forse la neve un giorno verrà

e un grande pupazzo ci sorriderà,

potremo giocare felici in giardino 

se avremo gli amici sempre vicino.

Potremo gustar cioccolata e biscotti

e tanti marshmallows di cui siamo ghiotti,

un grande camino potrà riscaldare

ambienti diversi per farci incontrare.

A molti gennaio sembra noioso

perché piove spesso ed è nebbioso,

ma ha un cuore caldo e tante emozioni

da vivere ora e in altre stagioni.

Gennaio prepara la bella natura

che al risveglio vivrà un’ avventura,

donerà al mondo giorni migliori

su un arcobaleno di tutti i colori.

La mia letterina

150 150 Silvia Ferrari

Caro Babbo Natale ecco la mia letterina

con richieste speciali come fossi bambina:

primo desiderio, vorrei che l’infanzia

fosse una tappa di sogni e speranza.

Giochi, esperienze e tante emozioni

per crescer sani tra abbracci e canzoni.

Secondo desiderio per l’adolescenza

perché possa avere dolcezza e pazienza.

Il terzo desiderio, più complicato:

vorrei la saggezza in tutto il creato,

niente più guerre e litigi feroci

ma solo amore da udire a più voci.

Certo, lo so, desidero molto

ma in fondo basta guardarsi in volto

e riscoprire il Natale ogni giorno,

tra le persone che abbiamo intorno.