IMPERFEZIONI PEDAGOGICHE

Pedagogia

In classe si può …

150 150 Silvia Ferrari

Vivere bene il presente

150 150 Silvia Ferrari

“… La peste aveva tolto a tutti la facoltà dell’amore e dell’amicizia; l’amore infatti richiede un po’ di futuro e per noi non c’erano più che attimi.”

La frase del filosofo Albert Camus, nel libro “La peste” (1947) mi porta a riflettere sulla situazione che stiamo vivendo, in cui le persone sono distanti, isolate, sole. Qualcuno non riesce a pensare al futuro, così come Camus descrive i personaggi del suo libro devastati da una situazione che sembra senza speranza.  Persino i sentimenti sono dispersi nel mare dell’incertezza, fluttuanti come onde talvolta tranquille e armoniose, talvolta impetuose e tempestose. La situazione che caratterizza il nostro tempo, non deve però lasciarci senza speranza, non deve soprattutto impedirci di pensare al futuro. Il meglio c’è ed è dentro di noi, ognuno con le proprie emozioni, capacità, ognuno con il proprio carattere può aiutare l’altro a scoprire il meglio, a farlo galleggiare e nuotare fino alla riva, portato in salvo da una di quelle onde tranquille che con eleganza ed armonia affrontano il pericolo continuando a stare calme.

Proviamo ad essere così, non lasciamo che questo periodo difficile ci tolga speranza e sentimenti ma facciamoli emergere e  condividiamoli per vivere bene il nostro tempo presente. Possiamo insegnarlo ai nostri cari, ai nostri figli, agli amici, ai ragazzi, diamo l’esempio con i nostri comportamenti corretti, con il manifestare  emozioni, contagiamo tutti di speranza e di pensieri migliori che servono al presente e saranno un nuovo punto di riferimento per il nostro futuro.

Partiamo da noi

150 150 Silvia Ferrari

IMperfezioni PEdagogiche …

è il nome della mia rubrica  che ho dedicato a momenti di riflessione per insegnanti, genitori, educatori. Volutamente le prime due lettere delle parole formano IMPE che significa: Innovazione, Motivazione, Pedagogica, Educativa.

Spesso sentiamo parlare di Innovazione e questo temine viene usato per indicare un cambiamento, un rinnovamento. Ne sentiamo parlare in  ambito tecnologico e scolastico, come modifica, miglioramento di un sistema che tenta di riformarsi adattandosi ai tempi che cambiano.   Innovazione per me, nell’aspetto educativo e pedagogico significa rivoluzione, perché i modelli che la società di oggi propone, sembrano essere lontani da ciò di cui hanno bisogno i bambini e i ragazzi. Gli adulti di età media pensano di poter usare la libertà di parola e di azione in modo similare in ogni situazione, perché è stata una conquista e si pensa di poter fare e dire ciò che si vuole. Per essere educatori e innovatori oggi occorre una rivoluzione che parte da noi, dall’interno, dall’idea che ogni parola e azione implica delle responsabilità e delle conseguenze. Continuando a far ciò che si vuole senza limite, neppure l’adulto ha più l’idea del limite stesso e di fronte ad ostacoli anche banali, cade in uno stato di abbandono perché non riesce a superarli. Già Rousseau, nel 1700, parlava di riorganizzare la società su nuove basi, per riscoprire il valore dell’individuo. Ora è giunto il momento della nostra nuova rivoluzione per ritrovare l’autorevolezza e la saggezza del ruolo quasi perduto di adulti consapevoli.

Motivazione è un termine importante che indica un atteggiamento, un comportamento volto a raggiungere un obiettivo. Per i bambini e i ragazzi, la motivazione è verso la scuola e l’apprendimento oppure verso interessi personali.  La famiglia è il primo luogo in cui la motivazione assume un significato prezioso perché orienta e incoraggia a fare del proprio meglio per dare valore alla propria individualità e personalità. A scuola, spesso la motivazione è legata al raggiungimento di obiettivi e traguardi, ma ciò che conta è il percorso prima del risultato. Avere una spinta interna ad apprendere, eseguire al meglio ed acquisire competenze, aiuta il soggetto ad agire per il piacere di imparare e di crescere in modo autonomo raggiungendo obiettivi di padronanza ( Dweck , 1978). Meglio quindi spostare l’attenzione sulle capacità e potenzialità di un soggetto per valorizzare e  far emergere le parti migliori.

La sfera Pedagogica, studia e analizza metodi e criticità relativi all’educazione. La pedagogia è una scienza umana che si colloca in un quadro interdisciplinare di saperi connessi tra loro. Il compito della pedagogia è quello di orientare l’uomo negli ambiti dell’educazione, dell’istruzione e della formazione. Inizialmente la sua connotazione era di tipo filosofico, poi nel Novecento la storia della pedagogia è stata sostituita dalla storia dell’educazione, più articolata e complessa che si occupa della conoscenza dei saperi e delle pratiche sociali.  ( F.Cambi, 2003). Parlare di riflessione pedagogica, implica quindi il coinvolgimento di altre scienze umane legate tra loro, di esperienze vissute, di istruzione formale e informale, di idee e modelli virtuosi da seguire, di insegnamenti e condivisioni, di sentimenti.

La parola Educazione deriva dal termine latino “educo” che significa allevare, nutrire, aver cura. Il luogo privilegiato dell’educazione e della cura è la famiglia, che si occupa di formare, far crescere il bambino dando forma alla sua personalità e insegnando comportamenti e atteggiamenti di gruppo adeguati alla società, alimentando i sentimenti più teneri e profondi. Le storie educative sono molte e sono state attraversate da varie epoche, in cui ci sono stati modelli rigidi e poi, negli ultimi decenni siamo passati ad un tipo di educazione quasi alla deriva, priva di fondamenta storiche. Così  i bambini e i ragazzi non si sentono ancorati a valori che possano garantire una crescita armonica, affidabile  e spendibile nel corso della vita, ma in uno stato di confusione di significati e di ruoli, che genera insicurezza.

Tutti questi termini, racchiudono naturalmente delle imperfezioni, perché nessuno è perfetto, nessun insegnante, nessun genitore e nessun alunno. L’errore è un modo per capire, per ripartire, per riflettere su come far meglio. Oggi un piccolo sbaglio viene vissuto come una tragedia, una vergogna, perché la società dell’apparire ci vuole sempre attivi in ogni prestazione, in competizione per dimostrare di saper fare sempre di più, come sostiene Han nel suo libro “La società della stanchezza” (2010) in cui vi è una profonda analisi dell’individuo che a fatica gestisce gli aspetti negativi dell’esperienza.  Meglio invece fermarci a riflettere, a capire uno sbaglio e porvi rimedio, vivere i momenti poco positivi come passaggi transitori che regaleranno momenti di felicità.  In questa prospettiva generativa,  proviamo a  ripartire ancora più motivati, con l’entusiasmo di poter essere esempi veri e concreti per le giovani menti che diventeranno i cittadini di domani, partendo dalla nostra esperienza, dalla nostra vita imperfetta ma felice. Nella mia rubrica parlerò insieme a voi di tutto questo, condivideremo emozioni e percorsi, idee e progetti per cambiare in modo creativo partendo da noi.

Il valore delle parole

150 150 Silvia Ferrari

L’estate è ormai iniziata da molto e invita tutti a trascorrere giorni all’insegna del riposo e del divertimento dopo un periodo di lavoro intenso. In questi giorni, con molte persone ci si augura  buone vacanze sperando in  una  ripresa migliore rispetto ai mesi passati, che hanno avuto un peso psicologico, economico e sociale da non sottovalutare. Anche le parole  hanno un peso importante e sempre più spesso le persone dedicano messaggi sinceri a pochi amici scelti tra tanti, quelli veri, di cui ci si può fidare. Per me è sempre piacevole entrare in contatto con chi mi sta più vicino, ma poi trovo parole anche per altre persone e loro per me, grazie ad un legame morbido ed affettuoso che spesso lascia il segno.

Ci sono parole da dedicare a pochi e ci sono parole da scrivere o dire a persone che pur non rientrando nella stretta cerchia di amici o familiari, vivono con noi ogni giorno e con cui intrecciamo rapporti di lavoro, trascorriamo il tempo libero, oppure che abbiamo incontrato sul nostro cammino.

Alcuni giorni fa ho ricevuto il messaggio di una ragazzina, un tempo mia alunna: “Ciao Silvia, come stai? Sono in montagna e ti ho pensato spesso. Sai perché?  Se guardo i fiori ricordo la gioia e la fantasia quando li descrivevi a scuola e noi lì incantati ad ascoltare ed immaginare il loro profumo. L’acqua del ruscello poi … chissà dove stava andando e quanti amici avrebbe incontrato. Passeggiare con questi pensieri è stato ancora più bello e anche  mia mamma parlava con gli alberi ( non so cosa abbia  chiesto). La fantasia è contagiosa, come dici tu.”

Le parole di questa ragazza, mi hanno fatto piacere e mi hanno fatto riflettere su come sia importante donare frasi  agli altri, ad amici, familiari, conoscenti e nel mio lavoro di insegnante ai bambini , ai ragazzi  e ai loro genitori.

Non si tratta solo di parole, ma di sentimenti, di emozioni, di fantasia e creatività che, non mi stancherò mai di dirlo, alimentano la vita di ognuno di noi rendendola unica e straordinaria, consentendoci di vedere sempre il lato positivo, anche se a volte non sembra possibile.

Spesso ci sono parole che arrivano inaspettate e trovano spazio per entrare nei pensieri e nel cuore da chi le dice a chi le ascolta procurando una sensazione di gioia che resta. Mi ha colpito ed emozionato il modo in cui, con naturalezza e profondità, la mia ex alunna ha voluto raccontarmi la sua esperienza, ricordando il valore delle parole sentite da bambina e riutilizzate da grande.

Spero di continuare a trasmettere entusiasmo ma soprattutto emozioni con le mie parole e  di riceverne sempre molte,  così potremo dipingere ogni momento con i colori della fantasia e rendere la realtà splendente ed emozionante.

Silvia Ferrari

Bilancio di un percorso a distanza ma … condiviso

150 150 Silvia Ferrari


L’emergenza sanitaria che ha colto di sorpresa il nostro paese alcuni mesi fa, ha portato  fatiche fisiche, economiche e psicologiche. Si è fermato, anche il mondo della scuola, i  bambini più piccoli, i ragazzi più grandi e gli insegnanti. La didattica non era  più in presenza ma a distanza, caratterizzata dall’utilizzo di strumenti tecnologici come unico mezzo di comunicazione possibile. Tante le critiche e tante polemiche si sono scatenate rispetto all’argomento scuola. Sicuramente eravamo tutti impreparati a questo tipo di emergenza, non ci sono state risposte certe da subito, in molti  non abbiamo condiviso  le scelte del Governo e questo  ha contribuito a destabilizzare la situazione.

Tanti docenti però si sono subito resi disponibili e sono stati vicino ai loro alunni e alle famiglie in modo costante, dimostrando grande professionalità. Tra le polemiche di questo periodo ho sentito spesso le voci  di genitori, alunni e insegnanti. Io faccio parte di tutte queste categorie: sono mamma di due ragazzini che frequentano la scuola secondaria di primo e secondo grado, sono insegnante di scuola primaria, sono studentessa perché  frequento corsi per continuare a formarmi. La mia filosofia di vita è sempre stata quella di essere positiva rispetto alle situazioni più avverse, che nella vita senz’altro non sono mancate. In questo periodo fin da subito, ho cercato di portare messaggi positivi a tutte le persone che mi stavano intorno, dai familiari agli alunni, ai colleghi. Insieme a molti di loro poi, ho cercato e trovato un confronto costruttivo e produttivo per far fronte a questa emergenza in modo professionale, sensibile  e creativo. Giunti quasi alla fine di questo percorso, c’è anche molta stanchezza perché tutti abbiamo lavorato. Gli alunni hanno risposto alle richieste degli insegnanti, chi più chi meno, i genitori sono stati un supporto molto prezioso per la didattica a distanza, soprattutto per le prime classi della scuola primaria e per l’infanzia . Gli insegnanti hanno cercato di fare del loro meglio, mettendo in campo competenze che forse neanche loro sapevano di possedere. Il mio sguardo è ora proiettato all’inizio del nuovo anno scolastico, che attendiamo tutti nella speranza di poter iniziare in presenza e in totale sicurezza. Tuttavia ritengo fondamentale conservare tutte le strategie che in questo periodo sono state provvidenziali per  il mondo della scuola. Mi sento lontana sia dalla politica che dalle polemiche perché sono molto più vicina a  quello che ho vissuto personalmente in ogni parte: un’esperienza professionale alternativa ma  seria ed intensa, con alcune lacune certo, ma nella scuola sbagliare è sinonimo  di nuove possibilità. L’esperienza di aver trascorso tanti momenti insieme ai miei figli che spesso sono mancati per gli impegni di tutta la famiglia. La fruizione di corsi di formazione che mi serviranno in futuro, perché non si smette mai di imparare.

Mi auguro che la mia visione possa essere condivisa da molti per ripartire ancora più forti e ancora più competenti,  nell’ottica di agire insieme per migliorare la società senza lasciare spazio a polemiche inutili che spesso distruggono anche le piccole cose belle. Continuiamo così, a fare il nostro dovere senza arrenderci, senza  pensare a quali scelte ci saranno, alle quali purtroppo ci adegueremo,  ma semplicemente cercando di agire con il buon senso che  accomuna insegnanti, genitori ed alunni.


Alcuni suggerimenti al tempo del Coronavirus

150 150 Silvia Ferrari

 

Carissimi bambini e ragazzi,

in questo periodo storico di preoccupazione e cautela, non perdiamo il sorriso e la calma, cerchiamo di vivere ogni giornata rispettando le indicazioni Ministeriali. Anche la nostra casa, potrebbe trasformarsi in una fonte inesauribile di risorse, per crescere e acquisire competenze.

Troviamo il tempo per:

  • sistemare la cameretta, giochi, libri, vestiti e altri oggetti hanno un posto preciso, quindi è bene riporli in ordine;
  • aiutare in famiglia e contribuire a preparare la tavola, fare la lista della spesa;
  • cimentarsi nell’arte culinaria, magari preparando dei biscotti o una torta da condividere in famiglia;
  • usare il materiale di riciclo (carta, tappi, stoffa, altro) per inventare un piccolo lavoretto, un oggetto creativo e fantasioso;
  • osservare mattina e sera e in altri momenti della giornata, quel che ci regala la natura: il tramonto, le foglie sugli alberi, i primi fiori, suoni, profumi, altro.
  • impegnarsi a svolgere gli esercizi che gli insegnanti mettono a disposizione;
  • trovare del tempo anche per leggere un libro, la lettura nutre la mente e l’anima;
  • applicarsi nelle attività di movimento: salti, piegamenti, piccole corse, inventare piccoli percorsi,  insomma tenere il corpo in movimento;
  • guardare film che siano adatti all’età, legati magari a ciò che la scuola propone come approfondimento;
  • raccogliersi nella preghiera, che può essere un conforto e un sotegno;
  • dedicare del tempo a riflettere su ciò che sta accadendo, con  pensieri positivi in segno di forza e condivisione verso gli altri.

In questo periodo, il contatto con le persone  viene a mancare. Scambiarsi saluti e sorrisi attraverso un video non è come abbracciare gli amici, anche se ora questo è l’unico modo per comunicare. Impariamo quindi a dare fiducia alle persone, importanza alle parole gentili e  valore ai sentimenti. Cogliamo quindi  questo momento come un’opportunità di  riflessione e di crescita umana, di acquisizione di competenze che ci caratterizzeranno per tutta la vita.

 

Tempo di scuola, di rispetto e di educazione

150 150 Silvia Ferrari

Il nuovo anno scolastico arriverà tra pochi giorni e sarà accolto da tutti noi con un sano, pigro entusiasmo. Insegnanti, genitori ed alunni dovranno agire insieme per garantire il successo di questo lungo periodo che servirà a tutti noi. Ecco ciò che auguro a tutti per questa nuova avventura tra colori, profumi, suoni ed emozioni.

Cari genitori, i nostri figli partono dall’esperienza familiare e si affacciano al mondo della scuola già con un bagaglio da usare ogni giorno, fatto di regole, di buona educazione e di valori. Poco o tanto, i nostri figli hanno tutto questo e visto che dovranno affrontare la vita fuori dalle mura domestiche, il nostro compito è quello di renderli autonomi e forti nello spirito da subito, educandoli alla responsabilità, all’impegno, alla fiducia in se stessi, al rispetto delle persone e dei materiali, a ricevere anche i “no” che fanno crescere perché ogni percorso è fatto di tappe e di piccole conquiste che arrivano con il tempo. Non dovremmo sostituirci a loro e difenderli sempre, ma lasciare che siano loro ad affrontare e  gestire le diverse  situazioni.  Come dice Morin dovremmo “Cercare l’arte di vivere, che dà in regalo grandi e piccole felicità”. Si tratta di una ricerca quotidiana e scrupolosa, fatta di attimi da cogliere e da valorizzare per tenere sempre alto l’entusiasmo, per dare ai nostri figli un esempio concreto da imitare. maggiori informazioni

UNA FIABA  AIUTA A CRESCERE

150 150 Silvia Ferrari

 

La narrazione di una fiaba ed il gioco, sono strumenti importanti che permettono all’adulto di comunicare e di entrare a far parte del fantastico mondo dell’ infanzia.

Ascoltare una storia e giocare con i personaggi protagonisti, consente al bambino di  usare le sue emozioni e sensazioni e di trasferire attraverso il gioco le esperienze reali nella fantasia, un posto protetto dove non si ha paura di nulla.

La fiaba stimola la creatività, alimentando la dimensione fantastica e riuscendo a scandirne la differenza con la realtà, in ogni fase di crescita.

La possibilità di immedesimarsi con i personaggi EROI, offre lo spunto ideale per superare piccoli conflitti comportamentali,  fa sperare sempre nel lieto fine e fa nascere intimamente il senso del buono e del bello .

Anche l’adulto vive un divertimento puro e profondo. Narrando una fiaba infatti si sente di nuovo piccino,si perde nel gioco e nella fantasia, fa riaffiorare le emozioni nascoste  con il passare del  tempo…..

Possono mancare nell’esperienza di ogni persona fiabe e personaggi che insegnano valori e vivono in modo spensierato? Ci si può negare la speranza di sognare almeno per un po’ in un mondo quasi perfetto?

Sicuramente NO…..per questo motivo  giochi, spazi e momenti dedicati a questa dimensione diventano preziosi aiuti che permettono ad ognuno di ritrovare il proprio rifugio….nella fantasia.

Buon divertimento!!!

Silvia Ferrari

LE CURIOSITA’ DELL’ AUTRICE……

Caro amico, ti sei divertito?

Quale filastrocca ti è piaciuta di più e perché?

Sapresti impararne una a memoria?

Quale?

Hai qualche suggerimento da darmi per scrivere una nuova storia?

( Personaggi, luoghi, ecc…..)

Per la tutela della tua privacy, il questionario compilato può essere lasciato anonimo e riconsegnato in biblioteca negli orari di apertura. Provvederò a ritirarlo personalmente.

Se mamma e papà te lo consentono, puoi indicarmi solo il tuo nome e la provenienza ( es: Silvia – Valera Fratta ).

Apprezzerò ogni consiglio e forse in futuro….ci sarà una bella sorpresa!!!

Ciao e grazie.

Silvia Ferrari

L’EDUCAZIONE A SCUOLA  OGGI , TRA FAMIGLIA E SOCIETA’

150 150 Silvia Ferrari

 

La scuola è il luogo  in cui il processo di crescita di un individuo si arricchisce ed insieme alla famiglia acquisisce nuove conoscenze da usare nelle diverse situazioni.

Ma anche la scuola oggi attraversa un momento di grande incertezza, tra la perdita di autorevolezza e la fatica a stare al passo con i tempi.

I bambini ed i ragazzi, in classe arrivano sempre accompagnati dai problemi delle loro famiglie o dalla loro solitudine.

L’utenza è cambiata, i ragazzi stranieri si mischiano alle nostre culture e tradizioni creando sicuramente arricchimento, ma talvolta disorientamento.

Grazie all’ultima riforma, si cerca di offrire una didattica innovativa, per competenze, dove a cambiare sono le metodologie per andare incontro al mondo dei ragazzi, il mondo in cui loro sono nati. A scuola non più solo contenuti, ma connessioni interdisciplinari ed interculturali.

Penso che sia necessario prima di tutto credere nel ruolo educativo degli insegnanti, a sostegno e guida in supporto alla famiglia.

Nella realtà in cui vivo e lavoro, ci sono famiglie con diverse caratteristiche e molti genitori hanno bisogno di un aiuto perché realmente sono disorientati, anche a  causa delle varie separazioni che si sono fatte strada nella nostra società rispetto al passato.

Insieme, noi insegnanti ci siamo imposti di riprendere la funzione educativa, nobile ruolo da tempo sommerso che non può essere trascurato. Ci siamo posti come obiettivo di essere fermi su alcuni principi morali, civili ed emotivi, per provare a riseminare ciò che è andato perduto.

Come un contadino che più volte attende il raccolto, con fiducia e speranza, anche noi aspetteremo di raccogliere i frutti dall’albero della vita, con perseveranza, passione e dignità.

Prendendo spunto da Don Milani, dovremmo intendere anche noi la parola come strumento di uguaglianza, per consentire ad ognuno di esprimere le proprie opinioni ed orientare l’educazione all’intelligenza, al gusto del bello, al sapere, al riscoprire i veri valori.

Sono fiduciosa, penso che si riuscirà a restituire all’educazione il posto che merita, in ogni aspetto, in ogni agenzia educativa.

La storia e la natura ci insegnano che tutto torna, proveremo allora ad assecondare i nostri ideali e scoprire un giorno di aver contribuito, anche solo per un pezzettino, a far fiorire l’albero della crescita umana.

 

Silvia Ferrari