scuola

Bilancio di un percorso a distanza ma … condiviso

150 150 Silvia Ferrari


L’emergenza sanitaria che ha colto di sorpresa il nostro paese alcuni mesi fa, ha portato  fatiche fisiche, economiche e psicologiche. Si è fermato, anche il mondo della scuola, i  bambini più piccoli, i ragazzi più grandi e gli insegnanti. La didattica non era  più in presenza ma a distanza, caratterizzata dall’utilizzo di strumenti tecnologici come unico mezzo di comunicazione possibile. Tante le critiche e tante polemiche si sono scatenate rispetto all’argomento scuola. Sicuramente eravamo tutti impreparati a questo tipo di emergenza, non ci sono state risposte certe da subito, in molti  non abbiamo condiviso  le scelte del Governo e questo  ha contribuito a destabilizzare la situazione.

Tanti docenti però si sono subito resi disponibili e sono stati vicino ai loro alunni e alle famiglie in modo costante, dimostrando grande professionalità. Tra le polemiche di questo periodo ho sentito spesso le voci  di genitori, alunni e insegnanti. Io faccio parte di tutte queste categorie: sono mamma di due ragazzini che frequentano la scuola secondaria di primo e secondo grado, sono insegnante di scuola primaria, sono studentessa perché  frequento corsi per continuare a formarmi. La mia filosofia di vita è sempre stata quella di essere positiva rispetto alle situazioni più avverse, che nella vita senz’altro non sono mancate. In questo periodo fin da subito, ho cercato di portare messaggi positivi a tutte le persone che mi stavano intorno, dai familiari agli alunni, ai colleghi. Insieme a molti di loro poi, ho cercato e trovato un confronto costruttivo e produttivo per far fronte a questa emergenza in modo professionale, sensibile  e creativo. Giunti quasi alla fine di questo percorso, c’è anche molta stanchezza perché tutti abbiamo lavorato. Gli alunni hanno risposto alle richieste degli insegnanti, chi più chi meno, i genitori sono stati un supporto molto prezioso per la didattica a distanza, soprattutto per le prime classi della scuola primaria e per l’infanzia . Gli insegnanti hanno cercato di fare del loro meglio, mettendo in campo competenze che forse neanche loro sapevano di possedere. Il mio sguardo è ora proiettato all’inizio del nuovo anno scolastico, che attendiamo tutti nella speranza di poter iniziare in presenza e in totale sicurezza. Tuttavia ritengo fondamentale conservare tutte le strategie che in questo periodo sono state provvidenziali per  il mondo della scuola. Mi sento lontana sia dalla politica che dalle polemiche perché sono molto più vicina a  quello che ho vissuto personalmente in ogni parte: un’esperienza professionale alternativa ma  seria ed intensa, con alcune lacune certo, ma nella scuola sbagliare è sinonimo  di nuove possibilità. L’esperienza di aver trascorso tanti momenti insieme ai miei figli che spesso sono mancati per gli impegni di tutta la famiglia. La fruizione di corsi di formazione che mi serviranno in futuro, perché non si smette mai di imparare.

Mi auguro che la mia visione possa essere condivisa da molti per ripartire ancora più forti e ancora più competenti,  nell’ottica di agire insieme per migliorare la società senza lasciare spazio a polemiche inutili che spesso distruggono anche le piccole cose belle. Continuiamo così, a fare il nostro dovere senza arrenderci, senza  pensare a quali scelte ci saranno, alle quali purtroppo ci adegueremo,  ma semplicemente cercando di agire con il buon senso che  accomuna insegnanti, genitori ed alunni.


La casa dagli occhi grandi

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In un piccolo paese in provincia di Lodi vivevano tre amici che fin da piccoli erano cresciuti insieme. Abitavano al confine tra il loro paese e la città, che i tre amici non amavano molto. Tutti  preferivano  la tranquillità della campagna, i suoni e rumori del bosco, i colori che cambiavano in primavera e regalavano a quel posto una parvenza magica, che li proiettava in una dimensione quasi fantastica.

Aldo, Barto e Carlo frequentavano la stessa scuola, un istituto molto particolare costruito fuori dal paese ed immerso nel verde, proprio per consentire a tutti i bambini di vivere un’esperienza scolastica fuori dal comune,  in un ambiente che sarebbe stato provvidenziale per la loro crescita e per il loro apprendimento. Tutti arrivavano a scuola piedi in ogni stagione, perché uno dei principi di questo nuovo percorso era proprio quello di dedicare del tempo a raggiungere la scuola, non meno di dieci minuti.  Una bella passeggiata che consentiva di apprezzare contemplare la bellezza della natura con ogni colore e sfumatura in ogni momento dell’anno.

I tre amici abitavano nello stesso palazzo per cui ogni giorno si davano appuntamento al portone d’ingresso e raggiungevano la scuola insieme, chiacchierando e progettando che cosa avrebbero potuto fare il pomeriggio insieme: giocare a calcio, andare per il paese in bicicletta, giocare a tennis nella palestra della scuola e poi dedicare del tempo anche allo studio.

Aldo frequentava la classe quarta alla scuola primaria e Barto la classe quinta. Carlo invece, era al primo anno della scuola secondaria.

Aldo aveva anche una sorella più grande, Anita di quattordici anni, che frequentava il liceo scientifico, amava studiare e trascorreva tutto il suo tempo libero nella biblioteca della scuola. Lui era più giocherellone, amante del divertimento e delle giornate insieme agli amici all’aria aperta, nonostante anche a lui piacesse molto studiare e fosse interessato ad ogni disciplina.

Barto era figlio unico, i suoi genitori erano avvocati e avevano già stabilito per lui il corso di studi e la sua professione futura: sarebbe entrato a far parte del loro studio legale.

Lui però, aveva una grande passione, la cucina ed il suo sogno era quello di aprire un ristorante. Per no scatenare discussioni con i suoi genitori, per ora quel sogno era un segreto tra lui e i suoi due amici.

Carlo aveva due fratelli più grandi, Camillo e Cesare, quest’ultimo non aveva voglia né di studiare e neppure di lavorare. Camillo invece era al terzo anno della stessa scuola di Carlo ed era un ragazzino simpatico che si impegnava molto a scuola.  Carlo avrebbe voluto essere come lui, crescere con i suoi interessi per il mondo animale e la natura, impegnarsi e studiare per realizzare il suo sogno: diventare un veterinario. Ma Cesare gli diceva che era tutto tempo perso.

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La scuola dell’Infanzia

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C’è una scuola molto bella
per i bimbi più piccini,
tra colore e caramella
si divertono i bambini.
Non è d’obbligo per ora
forse un giorno lo sarà
chi lì  insegna si innamora
della creatività.
L’accoglienza del mattino
rende tutti sorridenti
ed in cerchio ogni bambino
conta quanti sono presenti.
Un racconto da ascoltare
apre ai bimbi mente e cuore,
poi merenda da assaggiare
per scoprire ogni sapore.
Ora è tempo di impegnarsi
nelle molte attività
poi di corsa, via a lavarsi
perché il pranzo aspetta già!
Sulle tavole imbandite
che profumo delizioso,
su mangiate …che ne dite?
Ogni bimbo è assai goloso.
Una musica incantata
accompagna un buon riposo,
e la mente rilassata
rende tutto più prezioso.
Materiali da scoprire
che diventano tesori
pongo, carta, qualche lire
e non mancano i colori.
Un’allegra campanella
segna il tempo di lasciarsi
poi di notte c’è una stella
che ci invita a riposarsi.
Alla scuola dell’infanzia
tutto è bello e divertente
il mattino in  una stanza
trovi   vita e tanta gente.
Per i bimbi è un’esperienza
che non può certo mancare,
le insegnanti e la pazienza
sono doni da apprezzare.
Sai, la cosa più carina
che trasmette l’allegria,
è che  bimbo oppur  bambina
starai sempre  in compagnia!

Il valore della scuola

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Quante parole da mille e più anni

tutti hanno speso per questa scuola

tra leggi, lodi e a volte inganni

non ci si accorge che il tempo vola.

 

Quello che serve oggi in realtà

non son parole né malumore,

ma un vero agire con serietà

per render la nostra scuola migliore.

 

In ogni classe, ogni mattino

ci sia un sorriso per iniziare

ogni ragazzo ed ogni bambino

subito  possa questo apprezzare.

 

Il Dirigente e gli insegnanti

abbiano a cuore questo lavoro,

che certamente non è per tanti

ma per chi crede che sia un tesoro.

 

La vera arte dell’insegnante

sta nel capire, nel motivare

così gli alunni in un istante

ogni materia potranno amare.

 

In questa scuola ormai cambiata

serve l’impegno degli studenti

perché diventi da tutti amata

e le proposte siano vincenti.

 

Infine ATA e collaboratori

siano il contorno più premuroso

e tutti insieme, con i genitori

rendan la scuola un bene prezioso.

 

L’anno scolastico allora iniziamo

con entusiasmo e gioia nel cuore

così ogni giorno insieme possiamo

viver la scuola con tanto amore.

 

Buon anno scolastico!

 

Fantastica classe terza

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La lunga pausa di quest’estate
ci ha regalato momenti felici
a casa, al mare o in montagna  risate
ma ora è bello ritrovare gli amici.

A scuola tutto diventa speciale
anche se a volte sarà faticoso
ma poi se penso a quel che più vale
tutto diventa allegro e gioioso.

La nostra classe racchiude emozioni
che noi vivremo con la fantasia :
scienze, italiano, inglese e canzoni,
motoria, aritmetica e geografia.

Arte e storia per riscoprire
preziosi tesori di questa terra.
Costituzione per farci capire
che con l’impegno tutto si afferra.

Le nostre maestre abbiam ritrovato
con il sorriso e pronte a iniziare
un nuovo anno, il più scatenato
e insieme potremo studiare e giocare!

Siamo la mitica classe seconda

150 150 Silvia Ferrari

Dopo l’estate e il caldo d’agosto
bello tornare in questo posto:
la nostra scuola che sola è restata
sarà ora felice in ogni giornata.

Siamo in seconda, bimbi e bambine,
musica e giochi tra le tabelline!
Storia e italiano per riscoprire
passato, presente e gli anni a venire.

Inglese, religione, scienze e arte
geografia e musica, forza si parte!
Poi finalmente che felicità
quando in palestra motoria sarà.

Le nostre maestre abbiam ritrovato
baci ed abbracci tutti d’un fiato!
In ogni momento ci divertiremo
e con entusiasmo così impareremo!

 

Tempo di scuola, di rispetto e di educazione

150 150 Silvia Ferrari

Il nuovo anno scolastico arriverà tra pochi giorni e sarà accolto da tutti noi con un sano, pigro entusiasmo. Insegnanti, genitori ed alunni dovranno agire insieme per garantire il successo di questo lungo periodo che servirà a tutti noi. Ecco ciò che auguro a tutti per questa nuova avventura tra colori, profumi, suoni ed emozioni.

Cari genitori, i nostri figli partono dall’esperienza familiare e si affacciano al mondo della scuola già con un bagaglio da usare ogni giorno, fatto di regole, di buona educazione e di valori. Poco o tanto, i nostri figli hanno tutto questo e visto che dovranno affrontare la vita fuori dalle mura domestiche, il nostro compito è quello di renderli autonomi e forti nello spirito da subito, educandoli alla responsabilità, all’impegno, alla fiducia in se stessi, al rispetto delle persone e dei materiali, a ricevere anche i “no” che fanno crescere perché ogni percorso è fatto di tappe e di piccole conquiste che arrivano con il tempo. Non dovremmo sostituirci a loro e difenderli sempre, ma lasciare che siano loro ad affrontare e  gestire le diverse  situazioni.  Come dice Morin dovremmo “Cercare l’arte di vivere, che dà in regalo grandi e piccole felicità”. Si tratta di una ricerca quotidiana e scrupolosa, fatta di attimi da cogliere e da valorizzare per tenere sempre alto l’entusiasmo, per dare ai nostri figli un esempio concreto da imitare. maggiori informazioni