anno

Sia benvenuto l’anno nuovo

150 150 Silvia Ferrari

Lascio alle spalle  l’anno passato

porgo un saluto  al nuovo arrivato,

ora mi immagino i mesi futuri

lasciando a tutti questi auguri.

 

La cara  famiglia riunita sarà

e il nuovo anno le dedicherà

cura, attenzione, amore,  energia

per riscoprire la vera magia.

 

Nel nuovo anno ci porteremo

tutti gli amici che abbiamo e avremo,

gli affetti sono il segreto prezioso

che rende tutto più luminoso.


Continueremo il lavoro con gioia,

con entusiasmo e senza la noia,

così nei giorni più preoccupanti

avremo la forza di andare avanti.

 

Come ogni anno vi auguro amore

e che ci sia la pace nel cuore,

insieme a  salute e tanta speranza

per viver felici in abbondanza.

 

Il nuovo anno sia un’esplosione

di gioia, colori e tanta emozione,

sia lo strumento per  ascoltare

i bei  desideri  da realizzare. 

 

Ecco l’augurio che oggi rinnovo:

sia benvenuto l’anno nuovo,

che con coraggio  e  fantasia

porterà il meglio che  ci sia!

 

Auguri, felice anno nuovo!

  ♥♥♥

I doni del nuovo anno

150 150 Silvia Ferrari

Un nuovo anno alza il suo sipario

e avrei  dei desideri in  calendario:

salute, unita a forza e fantasia,

perché non manchi mai la mia allegria.

 

Famiglia, con gli affetti più sinceri,

che rendano stupendi i giorni neri.

Lavoro, e tanta voglia di imparare

perché si possa insieme camminare.

 

Amici, che rallegrin le giornate

con tanti abbracci e vite raccontate.

Il tempo, con lo scorrere incessante

conservi sempre ciò che è più importante.

 

Nuovo anno, la tua natura celi,

potrai esaudire questi desideri?

Ballando le stagioni seguiranno

e attenderò che cosa porteranno.

 

Nel cuore terrò accesa la speranza 

che ci sian pace e vita in abbondanza,

per raccontare tutte le emozioni

di questo nuovo anno e dei suoi doni.

 

 

 

 

Il signor Gennaio e i mesi dell’anno

150 150 Silvia Ferrari

C’era una  volta ai piedi di una montagna un villaggio formato da dodici case, una si trovava in cima al monte e le altre nella valle. Il sole accompagnava ogni giornata, dal mattino alla sera e tutti lavoravano con impegno, portando a termine gli incarichi che dava loro il capo del villaggio, il signor Gennaio.

La casa in cima alla montagna era proprio la sua, egli era un uomo alto, magro con occhi azzurri e capelli lunghi bianchi. Aveva anche una lunga barba bianca che lo rendeva quasi simpatico. In realtà era serio, un po’ maleducato e non amava stare in compagnia. Era un tipo solitario, sempre impegnato a leggere e riposare sulla sua poltrona di fronte ad un grande camino in cui c’era sempre il fuoco acceso. Indossava  abiti bianchi e si aggirava per i boschi con il suo bastone.

Un giorno bussò alla sua porta il signor Febbraio e gli chiese aiuto per poter terminare le stelle filanti e i coriandoli da distribuire ai bambini per un giorno speciale. Ma Gennaio, infastidito gli rispose che non sapeva proprio cosa fare. Così Febbraio tornò nella valle a casa sua e si mise a lavorare senza fermarsi, perché il primo mese dell’anno stava per terminare e poi sarebbe arrivato il Carnevale. maggiori informazioni

Il coraggio di Alesta

150 150 Silvia Ferrari

 

Una piccola stella alpina viveva su una roccia ai piedi di una grande montagna con la sua famiglia: mamma Pina, papà Alpes e la sorellina Alina. La stellina si chiamava Alesta e si era sempre distinta per la sua vivacità e voglia di vivere.  Da alcuni giorni però, mamma Pina aveva notato un velo di tristezza negli occhi di Alesta e chiese alla piccola: “Cosa succede tesoro mio? Vedo il tuo dolore, vuoi spiegarmi come mai non sei più felice? I tuoi amici scoiattoli chiedono di giocare con te ma tu li allontani con mille scuse”.  La mamma conosceva bene Alesta e sapeva che qualcosa la turbava. Tuttavia la piccola stella alpina non voleva preoccupare i suoi familiari faceva finta che andasse tutto bene e continuava a prepararsi con la sorellina per il Capodanno. maggiori informazioni

L’ ANNO VECCHIO E L’ ANNO NUOVO

150 150 Silvia Ferrari

Un giorno, l’anno vecchio stanco e dolorante, stava camminando su un sentiero che l’avrebbe condotto al ponte magico dove avrebbe aspettato la notte del 31 Dicembre per ritirarsi e lasciare la sua casa al nuovo anno.  Era il 29 Dicembre e a pochi giorni dalla sua fine, era pensieroso e preoccupato. Lungo il cammino, incontrò un giovane ben vestito, profumato e apparentemente molto gentile. Gli chiese: “Dove vai vecchio mio? Da dove vieni?”. L’anno vecchio rispose: “Sto passeggiando, vengo da una casa vicino alle Alpi e penso a tutto quel che ho fatto per gli uomini in questi mesi, mi chiamo Anvecco. E tu ragazzo, chi sei e come mai passeggi sulla riva di questo lago? Questi sono sentieri sconosciuti agli umani”.

“Mah … non mi dire, sei l’anno vecchio?” – e scoppiò in una risata fragorosa, tanto che il vecchio sussultò. Poi continuò: “Io sono Novano, l’anno che prenderà il tuo posto. Sono felice di incontrarti, ora ti dirò quel che penso di te, di come hai gestito le cose in questi lunghi mesi. Sei stato un disastro, guerre, malattie, tristezza, mancanza di lavoro e persone in difficoltà economiche, bambini senza famiglie, genitori senza il senso della responsabilità, furti, violenze, bullismo tra i ragazzi e molto altro caro Anvecco. Non mi basterebbe un altro anno intero per elencarti tutti i disastri …”. L’anno vecchio si sedette su una grossa pietra ed iniziò a raccontare a Novano: “Sai, figliolo, quando sono arrivato in questo mondo, ho trovato già tutto questo e non sapevo da che parte iniziare. maggiori informazioni