Silviastrocche - Silvia Ferrari

Autrice / Educatrice

TANTI AUGURI MAMMA

150 150 Silvia Ferrari

Oggi è un giorno molto speciale

stare con te è l’ideale

è la tua festa mammina cara

sei una rosa preziosa e rara.

 

Dalla mia nascita ho capito

che per prima ti ho custodito

con affetto nel  mio cuore

per te provo immenso amore.

 

Ogni mattina hai un sorriso

che illumina il tuo bel viso

cara mamma sei la migliore

ti voglio bene con tutto il cuore!

 

Silvia Ferrari

CHE COSA SONO LE “FIABOLE”

150 150 Silvia Ferrari

Le “Fiabole” sono racconti con avvenimenti e personaggi fantastici, animali o esseri animati. Il componimento è abbastanza breve, la lettura è scorrevole e vi è sempre un significato educativo e formativo. Una Fiabola si crea scegliendo parole che abbiano come iniziale la stessa lettera, oggetti di uso comune, giochi o altro purché concreto.

Ho inventato le Fiabole perché mi serviva un genere tutto nuovo, per far incontrare persone comuni e oggetti animati, con o senza poteri magici. Accompagnano il bambino nella sua esperienza didattica e di vita, lo rendono parte del racconto, fino a sentirsi il vero protagonista.

L’idea di inventare un genere nuovo da dedicare all’infanzia, ma non solo, nasce per la necessità di proporre ai bimbi della scuola primaria che iniziano un percorso di apprendimento, una modalità innovativa, legata ai sentimenti come base per imparare a leggere e scrivere. Perché? Siamo circondati da strumenti tecnologici che ci consentono quasi tutto e grazie ai quali si scoprono nuove possibilità di conoscenza ed interazione.  Rimane però sempre nascosta la parte più profonda del nostro Io, che resta dentro di noi per emergere solo in caso di coinvolgimento vero, grazie a meccanismi che scaturiscono dalle relazioni tra le persone.

In base alla teoria di Lev Semenovic Vygotskij (1934), la zona di sviluppo prossimale individua la distanza tra lo sviluppo del bambino e lo sviluppo potenziale. In quest’area, grazie all’aiuto degli adulti, il bambino impara e prova a risolvere problemi di competenza elevata, fino a raggiungere la capacità di essere autonomo.

maggiori informazioni

LA LEGGENDA DELLA PRIMAVERA

150 150 Silvia Ferrari

 

 

Anticamente le stagioni erano solo tre: Autunno, Inverno ed Estate. Gennaio, che era il più anziano e saggio di tutti i mesi, scandiva lo scorrere dei giorni e dei mesi dalla sua casa  in cima al monte Cervino. Ai piedi di questo monte, viveva una ragazza molto capricciosa che si lamentava spesso con Gennaio perché aveva troppo freddo, poi troppo caldo e per le piogge, per il vento gelido, per la neve e per il ghiaccio.  Si lamentava talmente tanto che Gennaio stanco di sentirla un giorno andò a farle visita. Abitava in una villa molto grande, con un giardino immenso, in cui gli alberi erano altissimi . Chiese ad un servitore: “ Scusi, qui vive la ragazza che si lamenta sempre del caldo o del freddo?”. L’uomo rispose: “Certo, è la signorina Primavera, è giovane, non ha ancora imparato a capire la vita e le stagioni”.

Ma Gennaio pretese di conoscerla per parlarle, così il servitore accompagnò il distinto signore da Primavera che come sempre a quell’ora del pomeriggio stava bevendo una cioccolata calda nel suo salottino.

maggiori informazioni

IL CUOCO MARCO CUORE

150 150 Silvia Ferrari

C’era una volta un cuoco molto famoso di nome Marco Cuore che lavorava nel  ristorante  “ Acquolina”.

Cucinava antipasti, primi piatti e pizza a forma di cuore, tante cose erano a forma di cuore, i piatti, i tovaglioli e persino i cuscini sulle sedie.

Marco aveva un grande acquario con molti pesci d’acqua salata: polipi, branzini,  orate, sardine, cernie. Poi ne aveva acquistato un altro con pesci d’acqua dolce: trote, salmoni e trote salmonate.

Una sera decise di cucinare il salmone, ma quando lo prese dall’acquario gli scivolò dalle mani e nuotò per tutto il ristorante, anche se sul pavimento l’acqua non c’era.  Era tutto a soqquadro e Marco non riusciva più a trovare il salmone.

Spaventato, il povero salmone uscì dal ristorante e si ritrovò nell’acquaio di una casa con una bimba di nome Quartilla, che chiamò la mamma. Subito capì che il salmone era scappato dal ristorante di Marco Cuore, allora lo avvolse in un telo bagnato d’acqua e lo riportò al cuoco.

maggiori informazioni

SCIOGLILINGUA DI PRIMAVERA

150 150 Silvia Ferrari

Un fiore di ferro

alla fiera del farro

ferma una fioraia

con un fiocco di fiori.

 

La foglia sul fuoco

infuoca le fiamme,

fonde e fila

una favola fumante.

 

Sale il sole sulla sabbia

sole sorge e  semina sale,

sale il sole sul sentiero

sorge e sale lassù il sole.

 

Cantano uccelli canterini

contano cento canti

e cento cerchi

cercano nel cielo.

maggiori informazioni

LA MERAVIGLIOSA FESTA DEL PAPÀ

150 150 Silvia Ferrari

Caro papà, sei proprio speciale

sei bellissimo, sei coraggioso

e se penso a ciò che più vale

sei un tesoro nascosto e prezioso.

Ma se cerco in fondo al mio cuore

posso sentire molte emozioni

posso vedere tutto l’amore

che scrivo e canto nelle canzoni.

Sei la stella più luminosa

sei l’amico più vero e sincero

caro papà, cosa posso dire

ti voglio tanto bene davvero!

IL MAGICO INVERNO  

150 150 Silvia Ferrari

Il mese che chiude tutto l’anno

regala gioia e tutti lo sanno,

ogni persona felice sarà

con pace, amore e serenità.

 

Cade la neve e con il suo manto

trasforma il mondo in magico incanto,

stelle che brillano e danzan col vento

donano a tutti un volto contento.

 

Se poi fa freddo stringiamo la mano

per dire al mondo cosa vogliamo:

in questa attesa la grande natura

porterà presto vita sicura.

 

Con dolce calma s’ha d’aspettare

quel che l’inverno è a preparare,

e se nei cuori v’è la tristezza

presto ci sia spensieratezza.

 

L’inverno colma nel corpo i vestiti

e ci fa stare tutti più uniti,

è una magia che scalda ogni cuore

e porta al mondo pace ed amore.

 

DANZA DEL CALENDARIO

150 150 Silvia Ferrari

 A voi mi presento signore e signori,

Messer Calendario con dodici attori,

un anno all’insegna della fantasia

che terrà tutti in mia compagnia.

 

Gennaio i piccoli e i grandi imbacucca

regala alle Alpi una bianca parrucca,

Febbraio ha coriandoli e stelle filanti

travestimenti e frittelle fumanti.

 

Marzo cammina in punta di piedi:

c’è un timido sole che forse non vedi.

April di colori riempie le strade

profumi nuovi nelle contrade.

 

Maggio si intreccia ai canti d’uccelli

che son felici, leggeri e belli,

Giugno ti riempie di frutti un cestino

e invita amici per un pranzettino.

 

Luglio è splendente ed ha campi dorati

scrive canzoni agli innamorati,

Agosto giunge e fa riposare

chi ha lavorato ai monti o al mare.

 

Settembre dolci grappoli colora

e sveglia chi lavora o chi va a scuola,

Ottobre ha di zucca un buon risotto,

Novembre tiene i Santi nel panciotto.

 

Dicembre chiude l’anno e finalmente

ci dona una festa emozionante

che riempie tutti cuori di bontà

e porta pace, amor, serenità.

 

 

 

 

 

 

GENNAIO

150 150 Silvia Ferrari

Giungo pian piano con l’anno nuovo

nel freddo inverno tra neve e ghiaccio

con grande gioia io tutti ritrovo

per raccontare quello che faccio.

 

Metto un vestito molto pesante,

sciarpa e cappello di mille colori

così mi sento proprio elegante

e porto allegria in tutti i cuori.

 

Sono contenti grandi e piccini

perché l’inverno è una magia,

mangio lasagne, dolci e spiedini

accendo il fuoco di casa mia.

 

Per qualche mese resterò a scuola

amo i bambini e la fantasia,

ma la natura che resta sola

mi chiederà di volare via …

 

Così sistemo tutti i vestiti

nella valigia per ripartire,

lasciando ore e tramonti grigi

alla stagione del rifiorire.

 

Silvia Ferrari

 

 

 

 

 

 

 

 

LA BEFANA

150 150 Silvia Ferrari

Una sera la Befana,

 stanca d’esser sempre in viaggio

prese una matita strana

e poi scrisse un bel messaggio:

“Da quest’anno, bimbi belli

niente doni porterò

starò a casa tra i fornelli

così mi riposerò”.

Il messaggio si leggeva

tra le nuvole e nel mare

ed un bimbo che piangeva

la Befana andò a chiamare.

“Che faremo questa notte

senza dolci né carbone?

Riempi le tue calze rotte

che vedremo a colazione”.

Fu così che la Befana

quella notte le cucì:

calze in raso, tulle o lana

e di dolci le riempì.

Lasciò un segno a tutto il mondo

come i doni per Gesù

con l’augurio e la promessa

di amarsi un po’ di più.

 

Silvia Ferrari